Finanziamenti Europei

fondi europei

Sommario:


Tipologie di fondi europei.
Distribuzione dei fondi europei
Sovvenzioni europee
Fondo sociale europeo
Fondi europei destinati ai comuni


Tipologie di fondi europei.

Ci sono differenti tipologie di Fondi Strutturali Europei
- Fondi Europei Strutturali di Sviluppo Regionale (FESR) che hanno l’obiettivo di promuovere la coesione e lo sviluppo dell’occupazione
- Fondi Sociali Europei (FSE) che hanno l’obiettivo di sostenere l’occupazione negli stati membri
- Fondi di Coesione gestiti da: PON (Programmi operativi nazionali)- POR (Programmi Operativi Regionali) – POIN (Programmi operativi interregionali).

FESR.

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è lo strumento principale della  politica regionale ed è gestito dal Commissario Europeo per la Politica Regionale.
Il Fers mira, attraverso stanziamenti di fondi,  a rafforzare la solidarietà  economica e sociale tra i 27 stati membri per correggere gli squilibri esistenti tra le regioni. La distribuzione delle risorse finanziarie è stata stabilita in sede di Consiglio, sono stati predisposti fondi più vantaggiosi ai paesi e alle Regioni meno sviluppate.
I finanziamenti sono erogati dalle Regioni attraverso  emissioni di bandi, gli aiuti sono rivolti:
- agli investimenti nelle imprese (in particolare le PMI) per  creare nuovi posti  di lavoro;
- alle infrastrutture collegate ai settori della ricerca e dell’innovazione, delle telecomunicazioni, dell’ambiente, dell’energia e dei trasporti;
- agli strumenti finanziari (fondi di capitale di rischio, fondi di sviluppo locale ecc.) per sostenere lo sviluppo regionale e locale ed incentivare la cooperazione fra città e regioni;
-all’ assistenza tecnica.
In sintesi il Fesr  è articolato su quattro priorità strategiche di intervento chiamate Assi che riguardano: ricerca e innovazione, ambiente, accessibilità, assistenza tecnica.
I finanziamenti sono rivolti:
- a piccole e medie imprese, in forma singola o associata, sulla base delle indicazioni stabilite nei bandi regionali;
- soggetti pubblici (università, enti di ricerca e loro consorzi, enti locali), sulla base di procedure di tipo negoziale stabilite nelle manifestazioni di interesse (proposte presentate dagli interessati, selezionali dalle regioni e, se interessanti, si trasformano in bandi)
Le domande si compilano seguendo le indicazioni contenute sui bandi pubblicati sul sito regionale.
Per i contatti regionali clicca qui

Fondo sociale europeo (corsi di formazione)

Il Fondo sociale europeo, viene gestito dalle Regioni. le Regioni possono ottenere un finanziamento tra l’85% ed il 50% dei costi sostenuti (la restante parte dei costi dovrà essere coperta dalla Regione) per attuare progetti di formazione ed istruzione destinati a disoccupati o inoccupati, per ottenere certificazioni ed abilitazioni da utilizzare per essere avviati al lavoro.

Distribuzione dei fondi europei – Bandi.

I fondi europei possono essere concessi sia a fondo perduto che a finanziamento agevolato,
sono concessi in due modi:
- gestione diretta, sono quelli dati direttamente dalla Commissione europea a mezzo bandi pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
- gestione indiretta: i fondi vengono trasferiti dalla Commissione europea agli enti dei Paesi membri e gestiti dalle le amministrazioni centrali e periferiche (comuni, regioni, enti, ministeri).
Saranno poi questi ultimi ad erogare i fondi ricevuti agli utenti finali ( cittadini, imprese, altre istituzioni nazionali) a mezzo bandi che vengono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale nazionale o regionale.

Sovvenzioni europee

Sono dei contributi a fondo perduto o agevolati corrisposti dall’Unione Europea tramite bandi pubblici pubblicati sul sito ufficiale europeo.
Generalmente sono assegnate, a seguito di bandi, a imprese che operano nei campi della ricerca, dell’istruzione, della sanità, della tutela dei consumatori, della protezione ambientale e dell’assistenza umanitaria. Le imprese devono avere prevalentemente la forma giuridica di società.
Le sovvenzioni possono finanziare tra il 60 e l’80% dell’investimento o delle spese del progetto, con un importo minimo garantito compreso tra 150 mila e 100 mila euro.

Fondi europei destinati ai comuni.

Molti fondi europei non vengono spesi. In base all’ultimo monitoraggio svolto dalla Ragioneria generale dello Stato, nelle regioni a Obiettivo Convergenza (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) i pagamenti sono fermi al 9,6%.

Ai Comuni sono destinati quasi un quarto dei fondi europei per finanziare piccoli progetti difficili da monitorare. I problemi del mancato sfruttamento dei fondi è legato: alla frammentazione degli interventi, nella confusione tra gestione e programmazione, e nel dirottamento dei fondi comunitari su programmi poco strategici. I Comuni devono realizzare ben 2.410 progetti distribuiti per 1.293 enti, e cioè un progetto ogni sei Comuni che, nelle regioni del Sud sale al 43% e in Calabria raggiunge la quota massima dell ‘ 89%. Seguire la realizzazione di ogni progetto, monitorarne i progressi e concedere il finanziamento è molto difficoltoso.

Il risultato è che il 40% dei progetti non è neppure all’inizio. La maggior parte  delle risorse (36,2%) dovrebbe favorire la riqualificazione di aree urbane, industriali e commerciali; il 33,3% essere investito per favorire la mobilità; l’11,9% per la salvaguardia del territorio; l’11,4% per la tutela del patrimonio artistico e culturale e il 7,2% dovrebbe essere utilizzata per inclusione sociale ed efficienza energetica.

La maggior parte  dei progetti ( il 43,5%) non superano il valore dei 150mila euro, quasi la metà degli interventi, come piccole operazioni, difficilmente realizzano i loro progetti.
Se una Regione come la Calabria ha centinaia di micro-interventi con 264 Comuni diversi, qualche problema  è prevedibile.

Se prima la restituzione automatica dei fondi avveniva al termine del ciclo di programmazione, ora l’Unione Europea ha imposto che i fondi inutilizzati per due anni vengano restituiti,così il ministero responsabile ha cominciato a monitorare, attraverso un apposito comitato di sorveglianza, i fondi che stanno per scadere: l’obiettivo è evitare che non vengano spesi, e per questo è necessario che entro maggio tutte le risorse programmate nei due anni passati siano già impegnate, e che entro ottobre sia stato speso il 70% del target totale.

Contatti

- Per accedere ai finanziamenti Regionali consultare periodicamente il sito della Regione di appartenenza, le domande possono essere inoltrate dopo l’emissione dei bandi, contatti delle Regioni alla pagina
- Per finanziamenti gestiti da Invitalia, legge 185/2000 (AutoimprenditorialitàLavoro autonomoMicroimpresa), la domanda può essere inoltrata senza aspettare l’emissione dei bandi, per informazioni dettagliate vedi pagina Tel. nazionale 848886886 (costo di una telefonata urbana disponibile dal lunedì al venerdi dalle 9:00 alle 18:00.
- Sedi regionali di Sviluppo Italia (Invitalia), per informazioni e assistenza alla stesura del Business Plan vedi elenco alla pagina
- Per informazioni sui finanziamenti sia regionali che di Invitalia contattare la Camera di Commercio, le sedi sono presenti in tutte le Province.

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