ll prestito ipotecario vitalizio è un finanziamento a lungo termine assistito da ipoteca di primo grado sulla casa di proprietà, riservato a persone fisiche che abbiano compiuto 65 anni. E’ possibile ottenere da 32.000 a 350.000 euro.
Questo tipo di finanziamento è da tempo conosciuto nei paesi del nord Europa, in Italia è stato introdotto con il decreto legislativo 203/05, allegato alla Finanziaria 2006. La legge 248/05 riconosce come soggetti autorizzati ad erogare il finanziamento sia banche che finanziarie regolarmente iscritte nei rispettivi registri pubblici.
Gli Istituti di credito propongono a persone di età dai 65 anni in su, proprietari dell’immobile in cui risiedono, una somma che va dal 20 al 50% del valore della casa, in relazione all’età del richiedente.
Generalmente, sotto i 70 anni si può ricevere il 20%, sopra i 90 anche il 50%.
I costi dell’operazione (spese notarili, rogito, perizie, assicurazione, spese banca, ecc.) sono detratti dall’importo del finanziamento riducendo quasi il 20% il costo stimato dell’immobile, inoltre, questa operazione non prevede il consenso degli eredi.
Gli interessati non dovranno effettuare alcun pagamento del debito finché sono in vita.
Gli interessi e le spese che maturano sul finanziamento vengono capitalizzati annualmente (si calcolano interessi sugli interessi ogni anno), questo in Italia è vietato, è riconosciuto solo in questo caso.
L’importo dell’ abitazione, nel frattempo enormemente cresciuto, più le relative spese ed interessi capitalizzati dovranno essere corrisposti dagli eredi in unica soluzione alla scadenza finale, dopo la morte del mutuatario.
Il debito deve essere rimborsato entro i 12 mesi successivi alla scomparsa dell’intestatario del prestito (oppure del coniuge più longevo in caso di contratto cointestato).
Gli eredi possono estinguere il debito in tre modi:
Trascorso un anno, se il debito non viene rimborsato, la banca mette all’asta l’immobile e recupera il credito.
Una grande speculazione per gli eredi, che corrono il rischio di perdere il bene patrimoniale perché impossibilitati a rimborsare una somma enormemente superiore a quella erogata.
Dopo la firma del contratto l’immobile NON potrà più essere:
L’anziano, fino alla sua morte, praticamente non potrà più disporre a suo piacimento dell’immobile, né compiere qualsiasi atto di disponibilità, mentre la parte finanziatrice può modificare le condizioni economiche del contratto in qualunque momento per incrementi di costi legati a variazioni di legge o di regolamenti.
Di solito, al finanziamento vitalizio ipotecario, sono ammesse tutte le tipologie di immobili, il prestito viene normalmente rifiutato per immobili di bassa rivendibilità o in presenza di rischi ambientali come:
L’OTE (osservatorio terza età) ha fortemente contestato questo decreto che danneggia gli anziani, parte più debole della società. Gli anziani in difficoltà economica potrebbero ricorrere alla vendita dell’immobile come nuda proprietà o chiedere un mutuo acceso dai familiari giovani, garantito con la casa: entrambe le soluzioni sono di gran lunga meno onerose del prestito vitalizio ipotecario, ma soprattutto permettono di mantenere sempre la disponibilità dell’immobile comprato con i sacrifici di un’intera vita”.